DESCRIZIONE
Un genocidio in diretta, l’abbattimento di statue di schiavisti britannici, la minaccia di usare la bomba atomica per “distruggere un’intera civiltà”, le spedizioni della Global Sumud Flotilla per rompere l’embargo a Gaza. Negli ultimi anni l’impressione condivisa è che il livello del conflitto si sia alzato e che siano venune meno le garanzie che fino a poco tempo fa contribuivano a scongiurare le sue manifestazioni più violente e deleterie. Al contempo, il conflitto ha assunto anche nuove sembianze, dando voce a forme di contestazione inedite: a volte tacciate di essere sterili e controproducenti, altre lodate perché in grado di riattivare l’immaginazione politica.
Il conflitto mostra da sempre una profonda ambivalenza: da un lato, incubo dell’ordine sociale, capace di mettere in pericolo la convivenza comune; dall’altro, fonte di importanti conquiste politiche e terreno fertile di una società pluralistica. In effetti, l’etimologia della parola con-fligere racchiude sia lo scontro sia l’entrare in contatto: a suggerire che il conflitto sia non solo difficilmente eliminabile, ma anche capace, in certi casi, di generare qualcosa di nuovo.
Il percorso formativo intende addentrarsi in questa ambivalenza chiedendosi quali forme abbia assunto il conflitto oggi e quale sia il suo rapporto con la democrazia: è desiderabile eliminare del tutto il conflitto e ambire a una società completely pacificata – e questa sarebbe ancora democratica? Accanto alle derive perniciose, esiste un conflitto sano, capace di ravvivare lo spirito democratico? Che cosa dice dello stato di salute delle nostre democrazie il modo in cui oggi viviamo il conflitto?
In un primo momento si ragionerà sul rapporto tra democrazia e conflitto a partire dai rapporti interpersonali dell* studenti, sulla base dell’idea che la democrazia possa essere intesa non solo come una forma di governo ma anche come una pratica e un modo di stare insieme.
In un secondo momento si amplierà lo sguardo per interrogare le dinamiche sociali in atto nelle nostre democrazie, provando a individuare quali siano i punti di frattura oggi nella società. Verranno inoltre discussi insieme esempi passati e presenti nel tentativo di ragionare sul ruolo della protesta sociale e sull’alternativa tra violenza politica e metodi non-violenti.
Infine, il terzo momento sarà dedicato al conflitto nella dimensione internazionale. Inserendo le trasformazioni recenti dell’ordine mondiale in una prospettiva di lungo periodo, si rifletterà criticamente sull’ambiguità tra persistenza dei rapporti di forza tra nazioni e i tentativi di costruire una legittimità terza a garanzia di una gestione pacifica dei conflitti.
Gli incontri avranno una struttura laboratoriale: la discussione in classe verrà favorita attraverso la condivisione di materiali didattici video, audio e testuali e tramite esercizi collettivi e lavori di gruppo. Il percorso confluirà nella partecipazione ad alcuni incontri durante il festival Biennale Democrazia.
Obiettivi del progetto
Il percorso intende fornire all* studenti gli strumenti per riflettere criticamente sul tema del rapporto tra conflitto e democrazia declinandolo su più livelli:
- Il piano dei rapporti interpersonali, dove saranno analizzate le modalità possibili di affrontare un conflitto a partire da situazioni quotidiane;
- Il piano della protesta sociale, in cui si ragionerà sui diversi effetti che i vari tipi di conflittualità sociale producono sulle dinamiche democratiche;
- Il piano delle relazioni internazionali, dove si discuterà del rapporto tra legge del più forte e diritto internazionale.
Calendario
Il percorso è strutturato in tre incontri da due ore ciascuno, da calendarizzare tra inizio novembre 2026 e fine febbraio 2027.
Sede
Presso la scuola richiedente.
Durata: 3 incontri da 2 ore ciascuno
Età consigliata: SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO
Link: https://crescere-in-citta.comune.torino.it/dettaglio-proposta?cod_proposta=G54WSU00_2627_1363