DESCRIZIONE
Che cosa si intende oggi per fragilità? Viene intesa come valore o disvalore? Va coltivata o “reagita”? Chi è fragile, è davvero più debole? E che cosa è la resilienza?
Con l’aggettivo “fragile” (dal latino frangere) si intende una condizione caratteristica di qualcosa che si rompe, si spezza facilmente, o, riferita all’essere umano, un individuo dalla personalità debole, di gracile salute o che cede facilmente alle tentazioni o ai sensi di colpa. Ma fragilità è davvero sinonimo di debolezza? Può invece essere un punto di forza?
La fragilità è all’origine della comprensione dei bisogni, in quanto è solo attraversandola che l’essere umano scopre i propri punti deboli, riuscendo dunque ad affrontarli, autonomamente o con l’aiuto di altre persone. Vivere la propria fragilità non è dunque necessariamente qualcosa di cui vergognarci, ma, se vissuta maniera consapevole, ci porta a basare la nostra persona e il nostro modo di essere su “forze reali” che ci permettono di gestirla. E così la consapevolezza delle fragilità dei gruppi sociali e le possibili fragilità della democrazia ci permettono di conoscersi, di difendersi e difenderle, di lottare. Non si può dare per scontata una forza che non c’è ma che va protetta o trovata insieme. In quale forme oggi i ragazzi avvertono e vivono la fragilità e la resilienza a livello individuale, collettivo e sociale? La accettano? La integrano come parte buona del sé? Come vivono i gruppi socialmente più fragili? Si combatte ancora per resistere o per cambiare le cose?
In quali modi i giovani sanno trovare il senso nelle e delle cose? Cosa li muove? Quali sono le passioni che li animano? Come reagiscono a questi tempi in cui spesso intorno a loro tutto sembra crollare come un castello di carta a livello ambientale, sociale, politico?
Quanto è fragile la democrazia? Quanto possono cadere in fretta le foglie dei diritti per cui tante e tanti hanno combattuto? Come si difende e si riaccende lo spirito nelle cose e per le cose? E’possibile promover un pensiero critico che non sia demolitivo, nero, distruttivo ma che contenga in sé un senso, un respiro, un “tono rosa”? La fragilità stessa è o può essere un luogo fecondo di democrazia? Come è possibile scardinare l’immagine della democrazia come forma di governo lontano e irraggiungibile e calarla nelle pratiche individuali e nella qualità delle relazioni che intessiamo e costruiamo tra noi? Quali realtà meno “ufficiali” permettono alla democrazia di resistere?
Obiettivi del progetto
Il percorso intende riflettere sulla percezione che i giovani hanno dei vari tipi di fragilità, osservati, ascoltati o sperimentati nel proprio vissuto; si lavorerà dunque sull’analisi di episodi in cui si imbattono nella quotidianità e sulla loro interpretazione. Si userà un approccio multidisciplinare e diversi livelli espressivi: narrativo, visivo e, appunto, corporeo. Gli incontri sono progettati come veri e propri “laboratori”, in cui gli studenti potranno interagire a partire dagli stimoli proposti (opere cinematografiche, teatrali, fotografiche, letterarie, musicali, artistiche e pubblicitarie), rielaborandoli in altrettante risposte personali e creative, da condividere con il gruppo classe. Si cercherà di mettere in campo tutte le potenzialità narrative delle ragazze e dei ragazzi anche là dove un disagio non esplicitato si potrebbe trasformare in tabù o in silenzio.
Calendario
3 incontri da 2 ore ciascuno, periodo di attività da novembre 2026 a marzo 2027. E’ in programma la possibile partecipazione a un quarto incontro a carattere creativo, con sede da definire, non ancora definito al momento della pubblicazione di questo catalogo.
Sede
Presso la scuola richiedente.
Referente: Giada Giustetto
Età consigliata: Scuole secondarie di secondo grado
Link: https://crescere-in-citta.comune.torino.it/dettaglio-proposta?cod_proposta=G54WSU00_2627_1364