DESCRIZIONE
I primi passi, il primo giorno di scuola, il primo viaggio senza genitori, il primo bacio, le prime mestruazioni, il primo rapporto sessuale, la prima guida, il primo voto.
L’adagio “c’è sempre una prima volta” accompagna la vita di chiunque e non smette mai di affascinare. Cosa ci raccontano oggi queste prime volte? Il modo in cui si si entra a far parte del gruppo dei pari, dei collettivi e della cittadinanza attiva ha lo stesso significato che in passato? E soprattutto che cosa ci dice sullo stato di salute delle nostre democrazie?
Il tema delle prime volte, e nello specifico del primo voto, funge così quasi da pretesto per una riflessione più ampia sullo sviluppo del senso di appartenenza sociale e politica, permettendo al contempo di interrogare le asimmetrie di potere su base di genere, razza e classe che hanno plasmato la partecipazione politica in democrazia.
Il percorso didattico si propone di affrontare il tema del primo voto a partire da una prospettiva che integra sistematicamente la dimensione individuale a quella collettiva. Si privilegerà inoltre uno sguardo diacronico e il più possibile decoloniale che tenga in considerazione le trasformazioni di lungo periodo nell’esercizio dei diritti politici.
In un primo momento, si proporrà alle classi di inserire la chiamata alle urne proprio all’interno del più ampio panorama dei riti di passaggio. Tematizzandolo in tal senso e partendo dalle esperienze dell* studenti, le si inviterà a ragionare su come questi momenti permettano agli individui di affermare la propria appartenenza alla comunità, come essi rappresentino sia un collante che un meccanismo di esclusione e come mutino di significato nel corso del tempo.
In un secondo momento, si analizzerà invece come l’accesso al voto sia stato nel corso della storia della democrazia rappresentativa un vero e proprio campo di battaglia sul quale ne è stata testata la tenuta e la capacità di trasformarsi. Guidate dall’interrogativo “chi vota?” – o meglio “chi può votare?” – le classi saranno accompagnate a ragionare sulle diseguaglianze che attraversano le società democratiche. Attraverso uno sguardo socio-storico, l’obiettivo è partire da esempi concreti per radicare l’esperienza del voto all’interno della quotidianità dell* studenti.
Infine si proporrà una riflessione critica circa la pratica del voto in sé. L* studenti saranno invitate a interrogarsi sulla partecipazione politica sia in quanto protagoniste per la prima volta dell’elettorato attivo, sia sulle ragioni che possono spingere gruppi e individui a sottrarsi a tale pratica. L’obiettivo diventa quindi quello di favorire, in ottica maieutica, la presa di consapevolezza circa la rilevanza della partecipazione democratica, in ogni sua forma.
Gli incontri saranno organizzati in maniera laboratoriale: si affronteranno le tematiche proposte attraverso il supporto di video, audio e testi e tramite esercizi collective e lavori di gruppo. Il percorso si concluderà con la partecipazione delle classi ad alcuni incontri selezionati durante le giornate di Biennale Democrazia.
Obiettivi del progetto
- Riflessione sui riti di passaggio, tra cui il primo voto, come momenti che permettono di affermare la propria appartenenza alla comunità (dei pari e politica)
- Interrogarsi sui meccanismi di inclusione ed esclusione dal voto; le classi saranno accompagnate a ragionare sulle diseguaglianze che attraversano le società democratiche.
- Riflessione critica circa la pratica del voto in sé. L* studenti saranno invitate a interrogarsi sulla partecipazione politica, elettorale e non, favorendo la presa di consapevolezza circa la rilevanza della partecipazione democratica in ogni sua forma.
Calendario
3 incontri da 2 ore ciascuno, periodo di attività da novembre 2026 a febbraio 2027
Sede
Presso la scuola richiedente
Età consigliata: Scuole secondarie di secondo grado
Link: https://crescere-in-citta.comune.torino.it/dettaglio-proposta?cod_proposta=G54WSU00_2627_1362