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Luigi Ciotti e Fabio Geda

coordina Noemi Ruzzi

da una proposta di AGESCI Zona Torino

La percezione che i giovani siano accartocciati su loro stessi, abulici e inerti, è fallace. Le energie e le idee potenzialmente più capaci di innovazione sociale risiedono, da sempre, nel mondo giovanile. Perché allora questo potenziale fatica a trovare espressione? Il nostro Paese, tra i più vecchi al mondo, pare modellato sulle esigenze e le istanze di adulti e anziani. Alla percezione di estraneità segue la disaffezione. Occorre dunque rovesciare il paradigma, perché partecipazione non significa solamente “prendere parte” ma è soprattutto “sentirsi parte” e ricevere il giusto riconoscimento.