DEMOCRAZIA FUTURA

Grande novità dell’ottava edizione di Biennale Democrazia è Democrazia Futura: una sezione del programma interamente dedicata alle giovani e ai giovani, alle scuole di ogni ordine e grado, per esplorare gli orizzonti della convivenza sociale con gli strumenti ideativi e immaginativi di chi ha tutto il futuro davanti a sé.

Con Democrazia Futura la Biennale rafforza il rapporto di collaborazione privilegiato con le istituzioni scolastiche e con l’associazionismo giovanile.

I PERCORSI FORMATIVI

Sin dalla sua prima edizione, infatti, un tratto qualificante di Biennale Democrazia è l’attenzione alle scuole, in particolare agli studenti del triennio delle secondarie di secondo grado, frequentate da giovani che cominciano a sviluppare opinioni autonome su grandi temi e questioni sociali ed esistenziali. Anche quest’anno, nella cornice di Torino Futura, in vista della sua VIII edizione Biennale Democrazia offre ai docenti percorsi formativi, adatti a licei, istituti tecnici e professionali, inquadrabili nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica e dell’alternanza scuola-lavoro.

Realizzati grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, progettati e sviluppati dai formatori di Biennale Democrazia affiancati da un formatore di Cifa (onlus attiva nella promozione del protagonismo delle giovani generazioni), gli itinerari formativi sono pensati per preparare le classi alla partecipazione consapevole alla manifestazione ma non solo. Proponendo alle classi un ampio ventaglio di materiali, spunti per approfondimenti e attività che stimolino le giovani e i giovani a interrogarsi e dialogare sul multiforme tema della libertà e dei suoi confini, declinato in prospettive diverse, i percorsi si configurano soprattutto come un invito alla riflessione attiva, alla discussione – peer to peer e con gli adulti – e contribuiscono allo sviluppo del pensiero critico.

La partecipazione è gratuita e coinvolgerà, nuovamente «in presenza», oltre 70 classi di Torino e provincia; i materiali didattici sono inoltre disponibili per la fruizione da parte degli istituti scolastici su tutto il territorio nazionale, invitati a concludere l’esperienza formativa partecipando alla manifestazione, per la quale potranno riservare ingressi in maniera prioritaria.

I percorsi formativi sono quattro: A corpo libero; Servitù tecnologiche, libertà digitali; Liberazioni. Licenza, indipendenza, autonomia, solidarietà e Hate Trackers: impariamo a riconoscere il discorso d’odio sui social network. La fruizione dei percorsi torna alla sua formula tradizionale e prevede quindi un’articolazione con quattro incontri, da concordarsi con i formatori e realizzarsi di persona, nel primo semestre dell’anno scolastico 2022/2023.

A corpo libero – a cura di Giada Giustetto (Biennale Democrazia)

La libertà è (anche) questione di corpo. Siamo embodied minds e non ci è possibile non abitare il nostro corpo. È la materia che unisce (o divide) la persona e il mondo e rappresenta l’espressione della soggettività del singolo, che lì dentro si forma, cresce, ragiona e sente. Ed è proprio tramite il corpo che viviamo e sperimentiamo libertà e prigioni. Questo percorso intende indagare, riflettere e approfondire i legami socioculturali, storici, antropologici e giuridici tra corpo e libertà. Dall’espressione identitaria del sé alle “gabbie fisiche e mentali”, dal “corpo delle donne” fino ad arrivare a tematizzare il corpo come oggetto di transazioni private, dallo sport alla disabilità, dalle transizioni alle metamorfosi sino alla body art, per giungere infine al rapporto tra autorità e libertà che ha come campo la vita, la salute e la sessualità degli individui, gli studenti saranno guidati in un laboratorio didattico e creativo a esprimere il proprio personale contributo sul legame tra corpo e libertà.

Servitù tecnologiche, libertà digitali – a cura di Daniele Gorgone (Biennale Democrazia)

Il mondo digitale ci ha reso più o meno liberi? Le nuove tecnologie digitali, in particolare il web e i social network, hanno un rapporto più che mai ambiguo con la libertà. Da un lato sono viste come il regno delle possibilità, poiché permettono un potenziamento della pluralità e della democrazia e offrono l’accesso a un’infinità di informazioni, notizie, scambi e relazioni. Dall’altro, però, tendono ad alimentare la diffusione di fake news e complottismi, a confermare pregiudizi e stereotipi, e a mettere in pericolo la nostra privacy. Su di esse si fonda inoltre l’enorme potere e ricchezza dei colossi delle Big Five (Google, Apple, Meta, Amazon e Microsoft), ormai in grado di trattare alla pari con gli Stati nazionali. A partire da questi spunti il percorso mira ad approfondire un aspetto della nostra vita divenuto, soprattutto con la pandemia, sempre più centrale, su cui è quindi necessario sviluppare una riflessione critica e consapevole capace di mostrarne rischi e opportunità.

Liberazioni. Licenza, indipendenza, autonomia, solidarietà – a cura di Leonard Mazzone (Biennale Democrazia)

Non esiste parola più inflazionata della libertà: là dove un tempo l’uguaglianza veniva ricorsivamente pronunciata da chi voleva ottenere il consenso delle masse, ora risuona ininterrottamente la sequenza di queste sette lettere. Questo percorso non ha certo la pretesa di definire in maniera univoca il concetto di libertà. Si propone, semmai, un obiettivo più modesto e, forse, più interessante per chi ogni giorno gode della libertà di imparare qualcosa di nuovo: mappare, approfondire e confrontare le diverse accezioni assunte dal concetto di libertà dall’antica Grecia a oggi, fino ad arrivare al dibattito pubblico più recente sulla pandemia del Covid 19. Nel corso della storia della filosofia e nella nostra vita ordinaria, infatti, la libertà può essere detta in molti modi: licenza, indipendenza, autonomia, solidarietà sono i suoi sinonimi più ricorrenti. È probabile che ognuno/a di noi l’abbia associata, almeno una volta nella vita, a ciascuna di queste categorie. Ma quali sono i significati e le implicazioni pratiche di queste diverse concezioni della libertà? Quale tipo di lavoro su noi stessi è richiesto da ciascuna di esse? Esistono forme di libertà che, anziché emanciparci, possono rivelarsi complici di forme insospettabili di dipendenza? Come cambia il nostro rapporto con gli altri, facendo nostra una concezione della libertà anziché l’altra? Quali sono le tensioni e i veri e propri conflitti che possono sprigionarsi fra queste diverse interpretazioni della libertà?

Hate Trackers: impariamo a riconoscere il discorso d’odio sui social network – a cura di Emanuele Russo (Cifa Onlus)

L’hate speech nel nostro Paese è ormai una realtà consolidata, alimentato dal crescente uso di internet e dalla proliferazione delle fake news. Spesso ci si trova impreparati ad affrontarlo, perché non si conoscono a fondo le dinamiche che permettono la sua diffusione in rete e si tende a vivere l’attacco come un problema individuale. Invece, è importante rendersi conto che solo attraverso un’azione congiunta è possibile evitare che il discorso d’odio si diffonda senza controllo e che le persone a noi care ne subiscano le conseguenze. Il progetto #hatetrackers ha l’obiettivo di contrastare la diffusione dell’hate speech online, aumentando la capacità dei giovani e delle comunità di reagire al discorso d’odio. Attraverso il coinvolgimento di studenti verranno costruite proposte di attivazione online e offline per contrastare la diffusione sul territorio del discorso d’odio e delle fake news.

Le novità di Democrazia Futura 

Per la prima volta, le attività preparatorie all’ottava edizione di Biennale Democrazia non si rivolgeranno esclusivamente alle classi delle scuole secondarie superiori ma coinvolgeranno anche fasce d’età più giovani, che più hanno patito – nel contesto pandemico – la limitazione di attività sociali e formative. L’impegno rivolto da sempre alla formazione dei futuri cittadini giunge quindi a coinvolgere anche le scuole primarie e secondarie di primo grado, con iniziative rivolte sia alle scolaresche, sia alle famiglie. Un percorso ad hoc è inoltre dedicato all’interazione dei nuovi cittadini con il mondo scolastico e con le istituzioni culturali della Città. Oltre ai tradizionali, già citati, quattro percorsi formativi; a partire dal prossimo autunno, e durante la manifestazione stessa, il palinsesto di Democrazia Futura si arricchirà di:

  • 2 percorsi formativi dedicati a circa 15 classi della scuola primaria di Torino, in collaborazione con Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus;
  • 3 percorsi formativi rivolti a circa 25 classi della scuola secondaria di primo grado di Torino, realizzati in parte dai formatori di Biennale Democrazia e in parte attraverso la collaborazione con Iter-Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile e Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus;
  • 1 percorso formativo teso a valorizzare il riconoscimento e la soggettività dei nuovi cittadini, mediante il coinvolgimento dei giovani adulti dei CPIA-Centri provinciali per l’istruzione degli adulti di Torino e Provincia, a cura dei formatori di Biennale Democrazia, in collaborazione con Polo del ‘900.

Tutti i percorsi formativi nei quali è prevista l’iscrizione delle classi saranno presentati sul sul catalogo Iter-Crescere in città.

Dopo l’interruzione imposta dalla pandemia, l’edizione 2023 segnerà anche il ritorno dell’esperienza residenziale del Campus di Democrazia Futura, che consentirà a oltre cento giovani da tutta Italia di riunirsi insieme per seguire gli incontri del programma della manifestazione nella città che li ospita, confrontarsi, e vivere un’esperienza di autentico dialogo e condivisione, con l’accompagnamento e la guida dell’équipe di educatori  dell’Associazione Acmos.  Grazie a una nuova partnership, a partire da questa edizione l’esperienza del campus residenziale animerà Combo, uno degli spazi più suggestivi di Torino che si si trasformerà in un «quartier generale dei giovani».

Nei giorni della manifestazione, un cartellone di iniziative pubbliche, anche di carattere ludico, artistico ed esperienziale, diversificate per fascia d’età, caratterizzerà il programma di Democrazia Futura. Le classi precedentemente coinvolte nei percorsi formativi saranno protagoniste di iniziative rivolte a un pubblico più ampio. Grazie alla collaborazione dei partner, incontri, performance, installazioni e spettacoli teatrali saranno rivolti, oltreché alle scolaresche, anche alle famiglie e troveranno ospitalità anche nella suggestiva cornice del Museo del Risorgimento, uno dei luoghi simbolo della memoria storica della città e del nostro Paese.

Come nelle precedenti edizioni, Biennale Democrazia fornirà alle scuole e agli studenti universitari la possibilità di prenotare in anticipo e gratuitamente una quota dei posti disponibili in sala.

Le attività di Democrazia Futura sono co-progettate e realizzate in collaborazione con ITER – Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, Polo del ‘900, Associazione Acmos, Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Museo nazionale del Risorgimento italiano e altri partner in via di definizione.